GIORGIO WENTER MARINI

Giorgio Wenter Marini nasce a Rovereto l’8 febbraio 1890 da Giuseppe Wenter e Maria Marini. Dal 1901 al 1909 studia presso la Scuola reale elisabettina di Rovereto, dove ha come maestro Luigi Comel. In seguito si iscrive alla facoltà di architettura della Regia Scuola Tecnica di Monaco di Baviera, dove si laurea ingegnere-architetto nel 1914. Nel 1912 è tra i fondatori del Circolo artistico trentino insieme a Luigi Bonazza, Luigi Ratini, Oddone Tomasi, Cesare Covi ed Ettore Sottsass senior. Dopo la laurea svolge il praticantato lavorando alla ricostruzione di Stenico, distrutto da un incendio. Allo scoppio della prima guerra mondiale fugge in Italia, proseguendo il praticantato a Roma dove collabora con Giacomo Boni e con gli archeologi Paolo Orsi e Federico Halbherr. Nel 1916 entra nello studio di Marcello Piacentini, lavorando al progetto di restauro del centro storico di Bologna.

Nel 1919 è nominato dall’arcivescovo di Trento Celestino Endrici consigliere per l’Opera di Soccorso delle chiese danneggiate dalla guerra, l’anno seguente la provincia di Trento lo assume per la manutenzione dei propri edifici. Nel frattempo si dedica anche alla libera professione, realizzando i lavori decorativi dei caffè Europa e Alla speranza di Trento, il caseificio dell’Istituto agrario provinciale di San Michele all’Adige e casa Bresadola ad Arco. Nel 1922 progetta l’ampliamento dell’Istituto educativo provinciale di Sant’Ilario a Stropparolo, vicino a Rovereto. Il lavoro è però molto discusso e alla fine è bloccato a causa di una presunta eccessiva aderenza ai canoni estetici tedeschi. In questo periodo realizza inoltre opere a graffito nella chiesa della Madonna del Carmelo a Rovereto, il timpano di quella di Dasindo, il tabernacolo di Montagnaga e la cappella del cimitero di Malosco.

Nel 1927 Wenter Marini è licenziato dalla provincia di Trento a causa di un esubero di personale. Lascia quindi la professione per dedicarsi all’insegnamento, dapprima alla Regia Scuola d’Arte Industriale di Cortina d’Ampezzo (1928–1931), poi alla Regia Scuola professionale del mobile e del merletto di Cantù (1931–1934) e in seguito a Padova, dove dirige l’Istituto d’Arte Pietro Selvatico (1934). L’anno seguente si trasferisce a Venezia per insegnare architettura e costruzioni presso l’Istituto Statale d’Arte. Dal 1938 è docente di architettura degli interni, arredamento e decorazione presso l’Istituto Universitario di Architettura e dal 1953 è direttore dell’Istituto Statale d’Arte. Dal 1957 al 1961 è in servizio alla Soprintendenza per i monumenti della città. Si spegne a Venezia il 24 novembre 1973. L’archivio di Wenter Marini è conservato presso l’Università Iuav di Venezia.

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