METAMORFOSI – di Elisabetta Doniselli

Metamorfosi ovvero la trasformazione come sfida al tempo e nel tempo 30.09.16.

Nell’opera di R. Piazza si assiste alla trascrizione di stadi di formazione e di crescita, alla registrazione della genesi e dello sviluppo, stadi che governano l’intera realtà naturale, compresa quella minerale, apparentemente estranea a tutto ciò. Ovvero si tratta del racconto a puntate dell’istinto di sopravvivenza, tradotto nel gusto lirico della linea, nel suo flusso inciso, dipinta ed intagliata, quale perpetuo rigenerarsi di forme sempre nuove. L’onda che trascina e modifica mostra un fluire vitale, avvolge e fisicamente porta via: è una forza cosmica, corrente elettrica che si visualizza in dinamismo. La ricerca tecnica è parte integrante del tema raffigurato, sostanzia in modo deciso la poetica, in un tutt’uno inscindibile.

L’argomento trattato da G. Tomasi si plasma intorno alla figura femminile, costante presenza, più o meno definita. E’ la donna a cambiare, si diversifica la situazione in cui è presentata o, ancora, muta nel tempo la percezione della sua immagine ? L’attrazione verso di essa s’intreccia all’emozione percettiva, depositando una pacata sintesi cromatica. O sono le fasi diverse della nostalgia che ne modificano le sembianze, mai uguali? Raramente l’evidenza iconica caratterizza le scelte formali di Tomasi.

Un’immagine morbida, mai categorica, evocativa che con la propria mobilità visiva e segnica scivola via, come un fascio di impressioni, mutevoli nella luce, nei contorni, ma tuttavia permane, pulsante in una continua metamorfosi. E’ un accento posto sulla necessità dell’icona femminile, pur nella convinzione della sua presenza mutevole, intermittente, viva ma presto dissolta. Sagome assorbite dai fogli di un calendario che passa.

La metamorfosi è l’enigma dell’altro? Questo è l‘interrogativo che accomuna le due proposte.

La metamorfosi rende inafferrabile il presente, la realtà è già altrove, sia quella naturale che quella legata alla figura femminile.